Campo estivo 2008

 Il nostro campo estivo sul lago Seliger si è svolto dal 24 luglio al 3 agosto.

A “La Nostra Famigliola 2008” hanno partecipato i bambini degli orfanotrofi moscoviti n. 4 e n. 28 e i bambini della scuola n. 1 di Beslan. Come sempre, ci ha lasciato pieni di momenti indimenticabili e di tanta gratitudine per chi ha aiutato a finanziare e a organizzare il campo.

GRAZIE all’Amministrazione Municipale di Tversk, a ТББ Лизинг (TBB Leasing), alla Società in Aiuto ai Bambini Russi, al Fondo CAF e alla compagnia Pricewaterhouse Coopers per il sostegno finanziario, a DHL che ci ha messo a disposizione il trasporto merci, alla Danone per gli ottimi yogurt, al Comitato per i contatti sociali di Mosca per le altre delizie.

 

 GRAZIE ai nostri fantastici volontari, che hanno donato ai bambini così tanta gioia: Michela Bolognani, Dindo Milani, Teo Schielder, Ilja Segalovich, Oksana Jushko, Vjacheslav Chernyh, Mihail Janovich, Irina Baranova, Charlie Hikman, Rosi Gross, Morgan Klinko, Mari Stepanjan, Tatjana Tarasova, Eduardo Beltrami, Grisha Greling, Vanja Antonov, Aleksej Golubkin, Sasha Korostelin, Masha Zemlinskaja, Zhanna Novikova, Sveta Hohlovaja, Nadja Varaksina, Aslan Gajsumov, Polina Loseva, Masha Dermicheva, Olja Aleksjuk, Anja Eliseeva, Asja Segalovich, Ruslan Vatolin, Liza Loseva e tutti i collaboratori del centro.

Ecco le impressioni di alcuni partecipanti al campo.

 Polina Proskurina-Janovich: il nostro campo estivo sul lago Seliger per me è il ricordo più vivo di quest’estate, anzi, di tutto l’anno. Le ragioni sono parecchie. Una fra le principali è che questa era la mia prima esperienza sul Seliger con lo studio. Mi sono ritrovata in questo posto per la prima volta, e per la prima volta con questi bambini, oltretutto subito in veste di “mamma” della famiglia delle zebre. Onestamente, ho ancora in testa un cocktail di impressioni ed emozioni, di cui sarà più facile parlare quando sarà passato un po’ di tempo. Ora so soltanto che questi ricordi sono i più positivi e i più gioiosi. Nonostante il freddo e la pioggia incessante, siamo riusciti a regalare ai bambini 10 giorni di vita intensa e stimolante.  Mi sono convinta di questo l’ultimo giorno, allestendo la mostra dei lavori eseguiti dai ragazzi durante i giorni del campo. Ero impressionata: come avevano fatto, in così poco tempo (5 giorni di laboratori), a fare così tanti lavori, così belli, espressivi e spesso persino abbastanza difficili da eseguire! Ma più di tutto, che piacere era per loro vedere le proprie creazioni esposte per la gioia di tutti noi! Sono molto felice per i bambini, e non meno felice per noi, adulti.

 Zhanna Novikova:  Quest anno è stato fantastico! Il campo mi ha davvero lasciato il segno…il Seliger precedente, ma anche gli altri, non si erano impressi così tanto dentro di me, forse perché anche io non partecipavo più di tanto. Non c’era alcun impegno, era solo una vacanza; tutto passava velocemente ed io non me ne accorgevo. Questo Seliger per me è stato difficile. Perché era un impegno, c’erano i bambini, e io prendevo parte attivamente. In questo hanno molto aiutato Polina e Misha, e in generale tutti i ragazzi più grandi. Non che c’era qualcuno che faceva e qualcun altro che non faceva nulla. A questo Seliger hanno partecipato tutti. Sempre. Perché i bambini non si potevano mollare a qualcun altro. All’inizio era un grande impegno.

 I bambini erano impegnativi. Ancora piccoli, praticamente tutti di prima. Quando erano tutti insieme facevano fatica a concentrarsi. Sono poco assidui, è naturale. Perché ti ascoltassero dovevi gridare forte, ad esempio, di stare seduti in silenzio. Bisognava ripetere più volte. E poi ti mordevano. Questo è naturale, è chiaro. Semplicemente, forse ero io che non me lo aspettavo. Di solito con Nina Vasilevna si stava più tranquilli. Ma in questo orfanotrofio, nella stessa classe ci hanno schiaffato di quei bambini! Alcuni erano difficili, anche sul piano morale.

 Io all’inizio ne avevo due: Kirill e Olja, anche loro bambini molto difficili. Uno passivo, l’altro l’opposto. Poi mi hanno dato anche Tamik, perché c’era stato qualche conflitto e bisognava stare dietro anche a lui. Però grazie a dio Kirill stava più spesso con Dani. Olja e Kirill insieme non si possono mettere, sono completamente diversi. Io personalmente non ce la facevo a stare contemporaneamente con uno e con l’altra.

E poi c’era Tanja. Non era mia, ma comunque tutti seguivamo i bambini.

Gli ultimi due giorni ci ha salvato Nina Vasilevna. Questo è stato l’unico Seliger in cui mi sono davvero affaticata. Siamo arrivati l’altroieri e ieri non ce l’ho fatta ad uscire di casa perché ero a pezzi. Fisicamente non riuscivo ad impormi di fare qualcosa. Sono stata a casa, mi sono  rimessa in sesto e il giorno dopo sono andata subito al lavoro.

 Anche moralmente è stato difficile. Ad un certo punto ho capito che Misha era ormai senza forze. Teneva duro come poteva. Ma dall’esterno si capiva che era tremendamente stanco. Lui e Polina si facevano carico di tutto. Per noi era un po’ più semplice, sapevamo già di che cosa si trattava. Per loro era la prima volta, e subito da “mamma e papà”. Avevano una grande responsabilità. Per loro era due volte pesante, ma tentavamo di aiutarli in qualche modo.

Proprio a questo Seliger, in questa famiglia, ho capito che cosa sia una famiglia, di che cosa si fa carico, che cosa deve fare e che cosa da. Proprio in questa famiglia. Perché, ripeto ancora una volta, partecipavo a tutto. Non mici ero mai buttata così a fondo. Per questo ho iniziato a vedere da un altro punto di vista.

 Ho instaurato un rapporto quasi con tutti i bambini. Persino con due bambine difficili come Olja e Tanja ho trovato un linguaggio in cui parlare. All’inizio pensavo che con Olja non avrei trovato il minimo contatto. Ha bisogno di attenzioni particolari, di un approccio speciale, e non puoi allontanarti da lei neanche un minuto, neanche un passo. Poi ho iniziato a guardare da un altro punto di vista. Vedevo come giocava con Polina. È poco assidua, si distrae con tutto, ma ricorda con facilità, ha un’ottima memoria visiva. In questo è incredibile. Ha molta più memoria di me. Ma ogni tanto, se ti rivolgi a lei, non ti ascolta, come fosse in un suo mondo: “non toccatemi, andatevene via”. Le dici qualcosa e sembra che non senta nemmeno. Poi viene da te dopo due giorni e scopri che si ricorda tutto quello che le hai detto, anzi, magari ti chiede pure qualcosa a riguardo. Da questo punto di vista è proprio brava. Anche l’ultima sera, quando sedevamo al fuoco delle candele, ha dimostrato di avere più ricordi di tutti.

 Alla caccia al tesoro io ero con una squadra di bambini, alla fine ero stanchissima. Dodici stazioni, un’esagerazione. Mi preoccupo sempre quando le stazioni sono troppe. Meno sono, più belle sono, e lasciano di più il segno. Perché non ti stanchi, ricordi ogni cosa e perciò ne trai piacere. Ma quando sei all’undicesima, alla dodicesima stazione, o magari anche più avanti, non ti interessa più nulla, non desideri nulla, se non che finisca. Ho sempre pensato che dovrebbero esserci meno stazioni.

 Però mi sono piaciute, anche l’ultima, dove c’erano Asja e Aslan. Mi è piaciuta la prima, di Dani, così inaspettata. Mi ricordo anche quella di Nonna Rosi. Ah, anche Morgan. Alcune stazioni me le ricordo, erano una figata, ma non erano molte.

Però la caccia al tesoro è stata bella. Grazie alle ragazze, perché siamo riusciti a farla. È sempre difficile organizzarlo, ma si sono impegnate. È andato tutto bene.

 Ma il mio ricordo più vivo è un altro. Quando eravamo molto stanchi, io e Dani dicevamo a Misha e Polina che ecco, abbiamo un momento libero, andiamo in barca. Così prendevamo la barca e andavamo sul lago, facevamo fotografie. Sono venute incredibili, bellissime. Semplicemente, quando sei così impegnato, devi anche fare qualcosa per te stesso. Ci dava sempre molta nuova forza e tanta positività.  

 Tatjana Golovkina: Il mio ricordo più vivo è quando siamo andati in barca sotto l’acquazzone. Acqua sopra, sotto, tutto attorno. Quando siamo arrivati eravamo bagnatissimi, come se avessimo fatto il bagno. È molto forte l’emozione quando attorno piove e piove. Era bello andare in barca anche col bel tempo. Insomma, le nostre gite in barca mi hanno lasciato dei bei ricordi. E il lago è favoloso.

Altri bei ricordi provengono dalle serate. Serate indimenticabili con Ira, come in famiglia. Quando sono arrivati, i bambini sapevano già come funzionava tutto. Non c’era bisogno di convincere nessuno a parlare. Intervenivano tutti, tanto che non bastava nemmeno una serata intera. Avremmo potuto chiacchierare fino al mattino. Anche questo è bello.

 Tutte le iniziative sono state molto carine. La caccia al tesoro è stata lunga e divertente, è stata una gioia per i bambini. Alcuni hanno persino detto di essere venuti apposta per la caccia al tesoro. È stato qualcuno di Beslan a dire questo. In questi casi ti chiedi se non sono inutili tutti i nostri sforzi. A volte sembra: perché tutto questo? Perché abbiamo preparato, portato, trascinato qui ogni cosa? Poi guardi: bisognava fare questo ma anche quest’altro. Per lasciare ai bambini tutti questi bei ricordi.

 C’è stato il teatro. Julia non ha portato e custodito tutti quei costumi invano. Lo spettacolo è stato straordinario. Purtroppo io non ho visto l’ultima versione del concerto, solo le prove, ma sono sicura che tutto è andato benissimo. Ai bambini è piaciuto molto. Tutti, letteralmente tutti, sono entrati nel proprio ruolo. questo è merito di Ira. Come riusciva a far essere amici tutti…questo forse solo lei può farlo. È stato semplicemente un dono del destino che io abbia avuto la possibilità di stare accanto ad una persona del genere. Ha avuto molta cura di tutti i bambini.

Ai ragazzi è piaciuta anche la discoteca. In particolare, perché erano loro stessi a farla.

Anche il salame tagliato sul quadro è stato carino J

 Hanno fatto molti lavoretti, e tutti molto belli: i mosaici, i libretti. La mostra era ricca, secondo me anche migliore di quella al ZDH (Casa Centrale dell’Artista). Aggiungendo anche i quadri che avevamo esposto sarebbe stata migliore.

I giorni sono volati. Dieci come se fossero uno, ma lungo e intenso. Sembra che il tempo sia poco, ma ti rimangono così tanti ricordi che bastano per tutto l’anno. D’inverno pensi che sia già ora di rimettersi da capo. Come un girovago cerca di raggiungere una qualche meta, anche I Bambini di Maria tendono sempre al Seliger. È già difficile immaginarci senza questo campo. Non so come sarà senza questo lago. La banana è un’esperienza bellissima.  Prima non ci ero mai andata, anzi non capivo come le persone potessero salirci. Poi però mi è piaciuto, anche quando sono salite Katja e l’infermiera e siamo partiti tutti insieme. Non mi sono mai ribaltata e non voglio provare. È stato bellissimo andare con Katja. È stata un piacere enorme per me vedere come le piaceva. Io ero seduta e la tenevo, e lei che non si teneva né con le mani né con le gambe! Era una tale gioia per lei, che per me lo era ancora di più. Che un bambino riesca a sentire che un piacere così, purtroppo, non tutti ce l’hanno. Nella loro vita grigia questi sono bagliori talmente forti che a loro rimangono impressi nella memoria per sempre. Per quanto riguarda me, i ricordi dell’infanzia sono i più indelebili. Credo sia bello che siamo noi a dar loro questi ricordi.

 Мorgan Klinko: Quest’estate con il campo de “I bambini di Maria” è stata incredibile. Ci siamo divertiti tantissimo con i bambini, li abbiamo accompagnati in luoghi fantastici, che loro non avevano mai visto prima. Spero che il prossimo anno continueremo a crescere e a diventare più forti, a non dimenticare tutto quello che abbiamo imparato quest anno, che non smetteremo di fare magie. Perché “I bambini di Maria” è un posto magico.